venerdì 25 aprile 2014

Decalogo a puntate per sognatori di cucine 7

7. Non avrete tempo per le relazioni.



La vita della ristorazione miete tante vittime, primi fra tutti ovviamente noi stessi che ci lavoriamo.
Lavorando in un ristorante si diventa praticamente irraggiungibili per la gran parte del tempo e tremendamente stanchi nella parte restante e questo non facilita eventuali aspirazioni di public relations.

Le persone normali si incontrano in genere ad aperitivi post-ufficio, a cene socialmente stimolanti, o al parco di mattina per fare una corsetta ed iniziare bene la giornata; noi al massimo potremmo concederci una birra in un pub notturno prima di capitolare per la stanchezza e per noi cominciare bene la giornata vuol dire avere la divisa già lavata e stirata e riuscire a scendere dal letto incolumi, altro che corsetta!!



Per coloro di noi che vivono da soli, gli unici amici del cuore saranno la lavatrice per lavare le divise, il termosifone per asciugarle in fretta, il deodorante per ricordarci che siamo esseri umani e il letto, nostro unico compagno nei giorni di riposo, il solo che possa capirci e consolarci.
Ma non fidatevi troppo del suo abbraccio, perché da solo non è sufficiente.
La nostra storia la fanno anche le persone che ci sono vicine e quando si fa una vita così dura, gli affetti ci aiutano ad andare avanti senza dimenticare chi siamo.
So cosa voglia dire sentirsi esausti e avere voglia di chiudere gli occhi per due giorni interi, ma so anche cosa voglia dire guardarsi allo specchio e non riconoscersi più o aver dimenticato il rumore della risata delle persone che ci amano.

Quindi forza e coraggio, qualsiasi lavoro impegnativo stiate facendo, fuori c'è una vita che merita di essere vissuta nei giorni liberi, senza farsene scappare neanche un secondo.

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